Un disegno in comune

Il Co.Co.Me.Ro., è una prospettiva politica e amministrativa per il governo del territorio di Roma, che per realizzarsi ha bisogno della consapevolezza, della responsabilità, delle competenze e della volontà di chiunque condivida l’urgenza di un necessario cambiamento: creativo, democratico, equo, solidale e sostenibile; senza nessuna concessione all’egoismo, all’indifferenza, all’odio, all’opportunismo, alla rabbia, al populismo e al vittimismo che sempre più inquinano la convivenza civile.

Il Co.Co.Me.Ro. si propone come un ambizioso e necessario salto evolutivo della democrazia, da svilupparsi attraverso la condivisione e la federazione delle esperienze, delle lotte, delle pratiche, delle conoscenze, delle proposte e delle speranze di chi abita a Roma.

È la presa in carico da parte della cittadinanza, delle comunità locali, delle organizzazioni non governative, delle associazioni e dei movimenti di quella transizione culturale, economica, politica e sociale necessaria alla realizzazione di un diverso modello di vita in comune.

È un processo lungo e difficile che richiede un generale risveglio delle coscienze e quindi la partecipazione di tutti, perché questo cambiamento non si può realizzare se non decolonizziamo noi stessi, il nostro rapporto, con gli altri e con il territorio, dall’imperante modello dominante.

Il Co.Co.Me.Ro. è un tentativo di guardare avanti, uno sguardo che ci sottragga alla pochezza degli attuali orizzonti politici che non sono in grado di avviare la necessaria e urgente trasformazione. Un guardare avanti ma anche indietro – con quello sguardo bifronte di Giano, divinità romana degli inizi e dei passaggi – a quelli che sono i millenari valori di Roma e all’enormità della sua ricchezza umana, culturale e ambientale.

Roma è stata grande per aver dato accoglienza e cittadinanza universale, per aver saputo continuamente reinventare la sua struttura urbana, nel rispetto del passato, costituendosi nel tempo come patrimonio dell’umanità e per aver dato vita a nuove forme di democrazia, dalla sua fondazione, alla Repubblica Romana, alla Resistenza.

Il Co.Co.Me.Ro. è la condivisione di un nuovo immaginario e l’elaborazione di un programma comune con cui rifondare Roma, a partire dalla valorizzazione di quelle “risorse” sociali, culturali e ambientali che oggi sono le vittime e gli scarti dell’attuale insostenibile modello di sviluppo.

Un immaginario e un programma per trasformare in nuove relazioni creative quelli che appaiono insolubili conflitti, come quelli tra città e campagna, tra noi e gli altri, tra passato e futuro, tra cittadini e istituzioni.

Siamo in grado di ricostruire un immaginario diverso ed un programma innovativo per Roma? Possiamo farlo a partire dalle nostre esperienze, conoscenze e competenze? Possiamo e sappiamo farlo insieme?

 

Istruzioni per l’uso

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14 pensieri su “Un disegno in comune

  1. OK, Il livello appare alto. Consapevolezza è una parola interessante e difficile, ho conosciuto molte esperienze che hanno preferito accantonarla, per cedere alle semplificazioni demagogiche.
    Continuo, invece, a ritenere che capire ciò che sta accadendo sia il primo passo per fare scelte e programmi.
    Fino ad ora non ho trovato alcuna organizzazione che avesse la volontà di studiare e capire la fisiologia dei processi evolutivi, in cui siamo immersi, e fare scelte conseguenti. Gli slogan sono più facili da comunicare, quale sia il mezzo.
    Cercherò di partecipare, ma mi raccomando, niente cocomeri fuori stagione.
    Buon lavoro
    Franco Paolinelli

  2. Tutto condivisibile al 100% ma scusate io non capisco chi siete, non c’è nessun riferimento, un nome (eccetto di chi lascia i commenti…) come faccio a sapere che non siete, ad esempio, una propaggine di Beppe Grillo? Ripeto -tutto condivisibile- ma con i tempi che corrono preferisco muovermi con cautela…

    • Ciao Giorgio! abbiamo aggiunto la pagina… chi siamo?
      tranquillo, questa iniziativa non ha fini diversi da quelli dichiarati, ed è completamente aperta al contributo costruttivo di tutti.

  3. Il tema dell’agricoltura a partire dal problema politico ha diverse ricadute. Di seguito un appunto sul problema della gestione delle mense scolastiche a Roma:
    Nel mese di Agosto è stato pubblicato il nuovo bando per la gestione delle mense scolastiche, il precedente era stato ritirato dopo l’azione legale da parte delle imprese, che attualmente gestiscono il servizio e dopo le contestazioni di Legacoop e delle altre associazioni di categoria.
    Con il nuovo bando si è scelto di non risolvere il problema principale, cioè la scelta di adottare un metodo di calcolo che avvantaggia chi riesce a presentare un forte sconto sul prezzo medio del pasto a discapito della qualità del prodotto fornito.
    Inoltre eliminando molte categorie di alimenti biologici, si rischia di mandare in crisi molte aziende agricole del territorio che, grazie alle forniture per le mense scolastiche hanno creato, in questi anni, migliaia di posti di lavoro.
    La gestione delle mense delle scuole, era uno dei fiori all’occhiello della nostra città, un modello utilizzato a livello nazionale che ha garantito livelli di fornitura eccelenti in tutte le scuole.
    I tempi imposti dalla gara, porteranno all’assegnazione dei lotti durante l’anno scolastico (inizio 2013), questo comporterà il caos nella gestione delle mense scolastische. La scelta saggia e responsabile doveva essere quella della proroga dei contratti attuali fino a fine anno scolastico e prevedere il cambio durante la pausa estiva del prossimo anno.
    In sintesi il nuovo bando di gara contiene gli stessi elementi negativi del precedente ritirato nel mese di Giugno:
    Diminuizione della qualità dei pasti forniti
    Esclusione delle aziende agricole produttici del nostro territorio
    Possibilità di partecipare alla gara per aziende improvvisate non specializzate nel settore
    Diminuizione dell’occupazione

    • Questo tema a mio avviso è molto importante e contribuisce a collegare territorio e cibo. Il coinvolgimento di diverse agende (pianificazione, alimentazione, diritti, gestione delle risorse naturali) al livello locale e l’interazione fra i diversi enti locali può permetterci di coniugare il tutto, soprattutto ricavando uno spazio di partecipazione democratica dei vari soggetti, dai produttori ai consumatori, da chi prende le decisioni politiche a chi fornisce i servizi. Ci sono esempi in diverse parti del mondo di local food councils dove i differenti attori si uniscono e stabiliscono la propria strategia alimentare locale, che consiste anche in una visione di gestione delle risorse sia umane che naturali.
      Immagino che anche a Roma questo potrebbe essere possibile.
      Spero diventerà oggetto di discussione sabato prossimo.

  4. qui i dati dell’osservatorio sul consumo di suolo
    http://www.consumosuolo.org/CRCSObiettivi.aspx

    qui il link al sito di legambiente
    Legambiente Lazio ha lanciato la campagna “Salviamo l’agro romano” per dire no al bando dell’housing sociale di Alemanno. Con la scusa dell’emergenza abitativa, Alemanno vuole riscrivere il piano regolatore, aggiungendo milioni di metri cubi tutti in variante al Piano Regolatore vigente, devastando centinaia e centinaia di ettari di agro romano. Una ipotesi folle che va fermata subito, prima ancora dell’approvazione in Giunta. Dalla Tenuta della Mistica a Bufalotta, da Selcetta a Cesano, dall’Infernetto all’Acqua Vergine, c’è di tutto tra le 160 aree della campagna romana considerate ammissibili secondo i risultati del bando. Nei prossimi giorni vi proporremo un estratto della ricca analisi urbanistica ed ambientale delle aree selezionate, una ad una.
    http://www.legambientelazio.it/nocemento.html

  5. Con oltre mezzo milione di ettari, le terre collettive occupano nel Lazio il 27 % della superficie territoriale totale. Un quarto della superficie regionale che abbraccia buona parte delle aree naturali protette nazionali e regionali, nonché dei siti a protezione speciale individuati dalla Rete Natura 2000 (parchi e siti SIC e ZPS).Si tratta di terreni agro-forestali, per lo più situati nelle aree interne ad altimetrie variabili, in godimento d’uso ad una comunità di persone e gestite direttamente dai comuni in cui ricadono o da enti di diritto pubblico: università agrarie, amministrazioni separate, comunanze, regole. Queste aree costituiscono nel loro complesso un patrimonio collettivo largamente sottoutilizzato, in molti casi abbandonato a se stesso e pertanto esposto al degrado e al depauperamento progressivo.Lo sfruttamento delle risorse boschive avviene solo in minima parte, tanto che il prelievo annuo di legname dai boschi del Lazio non raggiunge il 15% della provvigione annua, con il conseguente degrado della qualità dei boschi. Allo stesso tempo, risulta sottoutilizzata o non fruita larga parte della superficie coperta da pascoli e prati permanenti, mentre più a valle si assiste ad un sovraccarico di bestiame nelle poche aree pascolive residue. O, peggio ancora, la zootecnia intensiva praticata negli allevamenti senza terra concorre ad aumentare la dipendenza da fonti proteiche di importazione (soia soprattutto), a ridurre la disponibilità idrica residua, ad incrementare l’inquinamento delle falde da reflui zootecnici e nitrati.
    In questo quadro, è evidente che occorre invertire la tendenza verso l’abbandono delle aree interne e lanciare la sfida per uno sfruttamento sostenibile delle risorse a disposizione, rimuovendo prima di tutto vincoli di varia natura (ambientali, culturali, giuridici) che ne ostacolano la valorizzazione. Una gestione attiva delle terre collettive suscettibile di creare nuove occasioni di lavoro per imprese e giovani inoccupati e capace di contrastare occupazioni abusive, sfruttamento sconsiderato e soprattutto abbandono diffuso e non governo del territorio.

  6. Volendo ripartire dalla Comunità Locale come fondamento del ridisegno amministrativo già in atto con lo smantellamento della Provincia e la nascita dell’Area Metropolitana, vi invito a sostenere e assumere questa istanza che nasce sul confine della Capitale
    a Ciampino cfr http://ciampinobenecomune.wordpress.com/
    Ecco il link per una prima firma di sostegno
    http://www.change.org/it/petizioni/fermatevi-non-seppellite-i-beni-archeologici-di-ciampino-con-il-cemento?

  7. é il momento della rete, vera, CONFEDERALE, come vuole la sigla del CoCoMeRo. Tanti all attivo, ma spesso tanto poco in sinergia … tante le differenza, ma ancora di più le necessità cui rispondere con immediatezza e concretezza, dove tante sono le speranze in comune!
    Dal documento CoCoMeRo:
    “un progetto che in sostanza in tanti condividiamo, creare gli strumenti di rete e sperimentare la costruzione di un metodo realmente democratico, partecipativo ma anche efficace, creativo e intelligente, con cui tale progetto possa costituirsi in un agire condiviso”.

    Per parte nostra le esperienza di analisi, lotta e proposta sulla REALIZZAZIONE DI PROGETTI DI AGRICOLTURA URBANA MULTIFUNZIONALE SU TERRE PUBBLICHE!

    Co.R.Ag.Gio! Fuori dal seminato!
    (cooperativa romana agricoltura giovani)

  8. ciao a tutti, scrivevo ieri ma mi sa che il mio posto non è andato a buon fine, riprovo..

    sarò felice di essere con voi sabato mattina e intanto mi chiedevo se non potesse essere utile dare un’occhiata anche a un fenomeno più sedimentato come quello newyorkese
    qui il link di Urban Farming in New York City
    http://nebeginningfarmers.org/2013/01/30/1-codes-and-regulations/
    Il regolamento e i codici; è un caso lontano ma forse utile in qualche modo.

    a presto

    mimi

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