Una Danza per Roma

Marcia per la Terra/Danza per Roma. 21 aprile 2013

In tanti ci adoperiamo per uscire dal buio della politica e così – ognuno col suo modo ed esempio singolare – cerca di trovare la formula più adatta per comunicare una idea di città, un modello urbano sostenibile a cui poterci riferire, sono “danze di convivenza” per cercare un modello gestibile per poterci riappropriare dei territori fisici e mentali assai confusi, degli spazi e dei tempi comuni che la modernità ha provato a disgregare e che, per fortuna o per amore, l’appassionato gruppo del Co.Co.Me.Ro. si sforza di comunicare a tanti associazionismi, più e meno innamorati di Roma.

Adesso è arrivato il tempo di costruire messaggi concreti, di mettere a fuoco proposizioni storicizzate in modo unitariamente inteso, di svolgere azioni che aiutino a ricostruire un’idea di città condivisa, a formalizzare gli scenari attivi per una economia in cui sia riconoscibile per tutti l’oikos (la Casa, la Polis) in cui si vive ed il nomos (La Regola, la Misura) con cui confrontarsi quotidianamente.

Per fortuna e per amore ogni Primavera, a partire da quella lontana del 753 a.C., ci ricorda la Roma-Città-Stato posta a guida della colonizzazione Greca dell’VIII secolo a.C., evento secolarizzato che fissando il momento preciso spazio-temporale della sua fondazione, ci ricorda il bisogno strategico di ri-fondare i luoghi dove viviamo.

L’occasione sarà la Marcia per la Terra/Danza per Roma, una giornata di intensa ed ampia partecipazione durante la quale, proprio ricordando il giorno fatidico della fondazione del 21 Aprile di Roma, ci riapproprieremo della memoria collettiva dispersa da utilizzare come valore aggiunto utile a fare rinascere un’economia condivisa e partecipata diversamente.

Gli accordi Terra-Cielo ereditati dalla storia millenaria di Roma e della via Appia insegnano a gestire il tempo quotidiano che oggi, seppur agevolato dalla modernità digitale, non sa più riconoscere le leggi del calendario antico che metteva in evidenza i valori emblematici di un modello culturale supportato dal fatidico 21 Aprile. Data e spazi utili a far rinascere la “Roma eterna”,   attraverso la  nostra danza rituale.

Le ragioni della marcia di domenica 21 Aprile ci devono aiutare a ritrovare le identità disperse e far cogliere il senso ed il valore profondo dei rapporti tra Terra e Cielo, le regole antichissime da imparare di nuovo per proporre modelli alternativi che oggi le politiche correnti hanno disatteso. Partecipando la marcia/danza possiamo riscoprire quel registro del labirinto antico, la città storica ormai confusa e offesa dall’illusorio consumismo disordinato.

Dobbiamo far emergere un vero e proprio riconoscimento dei tracciati renderli funzionali, riconvertendo all’uso la rete antichissima che un tempo strutturava la via Appia, che caratterizzava il Palatino, la valle del Colosseo, il centro e le periferie archeologiche di Roma. Su questa rete era distribuita l’economia del topos-luogo e dei monumenti oggi più che mai valori e memorie da tutelare, da rendere operativi, attraverso la storia della città che le future generazioni devono poter rileggere e fare propri.

L’itinerario strategico è di scendere a piedi dal colle Albano ed arrivare lungo la via Appia per poi cingere il recinto antico dell’ovale del Colosseo. Le persone che interverranno alla Marcia/Danza, potranno così interrogarsi attorno all’idea di Roma come un Agro-Polis, una città capace di investire tutte le attività del Pubblico-Privato e che presieda alla gestione integrata dei 3.500 ettari del Parco dell’Appia Antica con un programma paesistico-culturale-produttivo che oltre i destini della Roma futura (progetto Cederna) sappia e voglia far emergere le risorse ed i destini reali che riguardano la vita dei suoi abitanti.

Dopo aver ragionato sulle tante parti diverse della medesima Roma occorre disegnare la Città-Polis della cultura europea, mediterranea, planetaria, che prenda atto del fatto che sussiste una rete antica dimenticata. C’è bisogno di imparare a costruire su quella rete il modello della rete dei bi-sogni della modernità; un modello culturale-guida dunque che può e che deve stimolare ogni genere di coinvolgimento attivo sul territorio, doni e scambi per nuove forme e nuove formule di lavoro e di coesistenza.

È dunque un momento speciale quello che ci guida a camminare sopra il territorio ancora da storicizzare, con sensibilità diverse, per produrre racconti dello spazio e del tempo come quelli che ho per decenni provato a comunicare e che oggi vanno condivisi se vogliamo far rinascere e restaurare Roma. 

Piero Meogrossi

Istruzioni per l’uso > Il percorso e le soste di questa camminata, da oggi al 21 aprile, si arricchiranno di tappe e di affluenti, agiti dai tanti comitati cittadini che sapranno restituire tutta la complessità, le esperienze, le storie, i dolori, le conquiste e i desideri delle comunità romane > partecipa alla definizione e all’organizzazione del percorso

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